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VERonettAmica, uno spazio che accoglie per includere

Nella seconda puntata del nostro viaggio, alla scoperta delle associazioni certificate Merita Fiducia in collaborazione con L'Arena, troviamo la storia di VERonettAmica

Un centro piccolo ma funzionale alle porte di uno dei quartieri più complessi della città che rappresenta un vero e proprio mondo di opportunità per i piccoli e giovani frequentatori che la considerano la loro seconda casa. È la sede di VeronettAmica, associazione certificata Merita Fiducia che si occupa dell’inserimento sociale dei ragazzi in difficoltà, del quartiere ma non solo, diventando un punto di riferimento nel tempo libero e per le loro famiglie, aiutandoli a partecipare attivamente alla vita del quartiere. A forse tre chilometri in linea d’aria dal celebre balcone di Giulietta, è stata teatro di una moderna storia d’amore simile a quella narrata da Shakespeare. Con un lieto fine che i volontari dell’associazione raccontano con affetto ed entusiasmo. È la storia d’amore tra Samir e Rosaria, due ragazzi originari dello Sri Lanka, che si sono conosciuti a VERonettAmica, innamorati e poi fidanzati nonostante le ritrosie delle rispettive famiglie e a maggio dello scorso anno hanno coronato il sogno d’amore con il matrimonio. “Siamo stati tutti invitati alla cerimonia ma si è svolta nel loro Paese e non siamo riusciti ad andare. Una volta tornati, i ragazzi sono subito venuti da noi a portare le bomboniere e a farci vedere l’album delle fotografie. Sono venuti al centro che erano dei bambini e nonostante le loro famiglie li osteggiassero hanno continuato il loro rapporto fino a quando entrambe le famiglie lo hanno accettato e hanno dato il loro benestare”, racconta Gloria Donini, una dei 10 volontari attivi in associazione.

I due giovani sono ormai adulti e proiettati verso una nuova vita a due. Ma il centro continua ad essere un punto di riferimento per altri ragazzi.

“È un appoggio, una risorsa sia per lo studio che per il tempo libero, un’opportunità e, a tutti gli effetti, una seconda casa”, spiega Ade, 15 anni, originario della Nigeria e tra i ragazzi di VeronettAmica da 4 anni. La mattina il giovane frequenta il primo anno di una scuola per parrucchieri ma il pomeriggio frequenta il centro, “dalle 15 alle 19, quando poi rientro a casa”. Qui Ade studia e partecipa ai laboratori e alle altre attività, trova amici, educatori e rimane lontano dalla strada e dalle sue logiche, durante l’adolescenza potenzialmente insidiose. Così, si ampliano i confini di questi ragazzi. E non solo in senso metaforico. I volontari di VeronettAmica organizzano infatti attività e gite fuori porta, dall’arrampicata in montagna al mare. La prima volta che Ade ha visto il mare è stato con i suoi compagni del centro. Con loro, gli educatori e i volontari dell’associazione si è arrampicato sulle pareti rocciose insieme agli esperti del Cai di Veronetta, ha dormito in tenda, ha conosciuto la storia del centro città. “Li aiutiamo a fare i compiti, migliorare la conoscenza della lingua, organizziamo laboratori di lettura critica dei quotidiani e altre attività considerate più “curriculari”. Ma andiamo anche oltre”, aggiunge Donini. E scalare una parete rocciosa è una di quelle esperienze che non si dimenticano facilmente. “Ad un livello più profondo, arrampicare è affrontare la paura di non farcela, di non essere all'altezza della “via” che si ha davanti. Durante tutti questi anni arrampicare è significato prendere consapevolezza del proprio corpo e del proprio io, dei propri limiti e portarli poco più in la, poco più in su”.

VERonettAmica onlus, costituita il 10 febbraio 2006  da un gruppo di cittadini provenienti dal mondo della scuola e del volontariato al fine di offrire nel quartiere un punto di riferimento concreto per la crescita umana, culturale e sociale dei ragazzi in difficoltà, è una delle 33 associazioni di volontariato certificate dal marchio etico Merita Fiducia. Collabora con le scuole, con il territorio e con i Servizi sociali del Comune di Verona che ha affidato i  minori ( 10/15anni ), provenienti soprattutto da paesi extra-comunitari, con l’intento di offrire un punto di riferimento nel quartiere per accogliere, accompagnare nella loro crescita umana, culturale e sociale i ragazzi e le loro famiglie, creando ed arricchendo relazioni con pratiche di buon vicinato. Si è creato così un ambiente familiare dove i ragazzi insieme ai volontari trascorrono il pomeriggio, trovando supporto scolastico e svolgendo attività laboratoriali e ricreative e dove si accolgono anche i genitori, dando una positiva sensazione di continuità tra scuola–casa–centro diurno–territorio. “Fondamentale, per noi volontari e operatori, è la cura a 360 gradi: il nostro è un lavoro che non ha orari, ma che ci impegna a tempo pieno perché l’accompagnamento di un ragazzo verso la sua crescita è un lavoro continuo, ha bisogno di forza, pazienza, sorrisi, lacrime e tanto altro, che non finisce quando chiudi la porta del centro”, riflette Donini.

“In un Paese che è loro straniero, il tempo necessario per appropriarsi degli strumenti linguistici è per i ragazzi equivalente ad un’involuzione, mentre invece la loro età vorrebbe un’apertura verso il mondo esterno. Il ragazzo si ritrova solo, senza punti di riferimento. L’accoglienza in un centro come il nostro, con volontari esperti e in aiuto al minore e allo stesso tempo alla famiglia, è fondamentale per contare su un aiuto prezioso”, aggiungono Giorgio Dal Cero e Adriana Pegoretti, rispettivamente presidente attuale ed ex presidente dell'associazione, annunciando un nuovo obiettivo a breve termine per cui inizieranno nelle prossime settimane a raccogliere fondi. “Ci piacerebbe molto riuscire ad acquistare un pulmino usato per portare i ragazzi nelle uscite: ci consentirebbe di organizzarci in autonomia, con maggiori iniziative che migliorino ulteriormente il loro sviluppo, grazie ad esperienze di vita e condivisione, spiega Pegoretti.